Studi Strategici ed Intelligence… for dummies

Echi di Intelligence lontane (prima parte)

Published by Silendo on Maggio 7, 2011

Questa volta il post non riguarda il passaggio a miglior vita di Bin Laden ma, udite udite, l'Intelligence australiana.
Sì, perchè anche l'Australia ha una sua comunità d'intelligence che, almeno a livello strutturale e riguardo a determinati aspetti procedurali, sembra anche piuttosto evoluta.
La comunità è composta da ben sei agenzie. Cinque si occupano di intelligence estera ed una di intelligence interna. Se l'Agenzia di intelligence interna, l'ASIO, svolge sia la funzione di raccolta informativa (collection) che la funzione di valutazione (assessment) nel settore della intelligence estera, invece, vige una netta separazione tra le due funzioni. 
Delle cinque agenzie di intelligence estera, infatti, tre si occupano solo di raccolta (l'ASIS in ambito Humint e Techint, il DSD in ambito Techint, la DIGO in ambito Imint) e due producono solo assessments (l'ONA e la DIO).
In altri termini, le tre agenzie che si occupano della raccolta informativa non effettuano valutazioni e le due agenzie che effettuano assessments non raccolgono informazioni (con una sola eccezione che adesso vedremo). Un approccio tipicamente anglosassone che ricalca, ad esempio, il rapporto tra l'Mi6 ed il Joint Intelligence Committee laddove il primo è quasi esclusivamente un collector di informazioni che poi vengono girate al secondo per l'assessment.

 

 


 


Quasi tutte le Agenzie australiane hanno una dipendenza ministeriale.
L'Australian Secret Intelligence Service (ASIS) dipende dal Ministro degli Esteri, le tre Agenzie della Difesa – ovvero il Defence Signals Directorate (DSD), la Defence Imagery & Geospatial Organization (DIGO) e la Defence Intelligence Organization (DIO) – dipendono dal Ministro della Difesa e l'Australian Security Intelligence Organization dipende dall'Attorney General (corrispondente più o meno al nostro Ministro della Giustizia). 

 

 

L'Office of National Assessments (ONA), invece, è un'Agenzia totalmente indipendente. Una particolarità, questa, che contraddistingue il sistema di intelligence australiano da tutti gli altri sistemi d'intelligence internazionali.
L'ONA è un ufficio collocato in posizione apicale, dedicato (quasi) esclusivamente alla valutazione all-source in materia di affari internazionali ed il cui direttore generale è, per legge, "not subject to direction in respect of the content of, or any conclusions to be reached in, any report or assessment under this Act".

L'Intelligence australiana ha attraversato un'importante fase di ristrutturazione durante gli anni '70 in conseguenza dei risultati della "Royal Commission on Intelligence and Security".
La c.d. Commissione Hope venne costituita nel 1974 con l'incarico di analizzare in profondità l'Intelligence Community e fornire raccomandazioni per migliorarne l'efficacia.
La Commissione produsse ben otto reports (ne consiglio vivamente la lettura) riscontrando, tra le varie vulnerabilità, un eccessivo peso delle strutture di intelligence militare nelle procedure di assessment e l'isolamento dei Servizi dal governo ovvero  una scarsa attenzione verso l'Intelligence da parte del decisore politico. Quest'ultimo interessato ad usare i Servizi perlopiù come strumento di lotta politica interna.
Oltre a ciò la Commissione riscontrò anche una eccessiva frammentazione di organismi e procedure, una non chiara assegnazione dei compiti, uno scarso coordinamento ed una insufficiente leadership.
Per superare tali problemi, nel terzo report  il Presidente della Royal Commission, Justice Hope*, consigliò la creazione di una struttura civile di "national assessment", collocata al "centro del governo", responsabile nei confronti del Primo Ministro ma indipendente nelle sue analisi ("a centralized independent assessment capability").
Sulla base di tali raccomandazioni nel 1978 venne creato, anche attraverso un ridimensionamento  dell'Intelligence militare, l'Office of National Assessments. 
L'ONA è una piccola struttura (circa 140 funzionari ed un budget per l'anno in corso di 38 milioni di dollari)  responsabile nei confronti del Primo Ministro e del Gabinetto, con a capo un Direttore Generale totalmente indipendente, che svolge due funzioni principali: 1) è il centro nazionale di "all-source assessment" nel settore degli affari internazionali; 2) è il centro di coordinamento in materia di "foreign intelligence".
Dal 2005, aderendo alle raccomandazioni contenute nel c.d. "Flood Report", nell'Office of National Assessment è stato integrato l'Open Source Center, la struttura OSINT dell'I.C. australiana
** . Da un punto di vista quantitativo, infatti, le fonti aperte costituiscono la principale fonte informativa dell'Ufficio.
Il punto 1) necessità però di un chiarimento.
In base all'ONA Act, compito dell'Ufficio è "to assemble and correlate information relating to international matters that are of political, strategic or economic significance to Australia". La legge australiana parla, quindi, di informazione in senso ampio assegnando all'ONA il compito di assemblare elaborare e valutare qualunque tipo informazione 
riguardante gli affari internazionali 
disponibile all'interno del Governo.  Le informazioni provenienti dai Servizi costituiscono solo una parte del materiale informativo sul quale l'Ufficio svolge la sua attività di analisi. Una gran quantità di info proviene, ad esempio, dalla rete diplomatica, dal Ministero della Difesa e dal Ministero dell'Economia. 
E' interessante notare che, al fine di garantire all'ONA un accesso privo di ostruzioni alle informazioni possedute dalle altre burocrazie, la legge assegna espressamente al Direttore Generale il potere di acquisire "all information relating to international matters that are of political, strategic or economic significance to Australia, being information in the possession of any Department, Commonwealth authority or arm of the Defence Force".

La funzione di coordinamento di cui al punto 2) viene esercitata, invece, solo nell'ambito della Comunità di Intelligence.

 

Nel 2004, a seguito del mancato ritrovamento delle armi di distruzione di massa in Iraq, anche il governo australiano (come pure quello statunitense e britannico) ha effettuato un'indagine sull'efficienza della propria Intelligence. 
Il documento finale, detto anche "Flood Report", ci permette di studiare l'evoluzione della comunità dei Servizi australiani e di cogliere quale tipo di  approccio abbia la classe dirigente australiana nei confronti di questi apparati.
La cosa che a mio avviso appare più significativa è che all'Intelligence viene riconosciuto un ruolo vitale ed imprescindibile nella tutela degli interessi nazionali. Un riconoscimento che non rimane sulla carta ma si trasforma in investimenti reali, in maggiori risorse (materiali ed umane) destinate all'Intelligence Community***.
In particolare, la classe dirigente australiana, probabilmente cogliendo il senso e la valenza strategica dei nuovi scenari regionali e globali, ha puntato molto sulla "foreign intelligence" favorendo il miglioramento delle capacità di lettura, interpretazione e previsione degli eventi internazionali  ed evitando, dopo l'11 settembre, un'eccessiva focalizzazione sull'anti-terrorismo. 
Un approccio, per così dire, strategicamente pro-attivo e non meramente difensivo.
Il potenziamento dell'Office of National Assessments è emblematico in tal senso.

Nel 2004 l'ONA era composto da 74 funzionari (di cui 39 analisti, la metà dei quali con master o dottorato) e dotato di un bilancio di 13 milioni di dollari. Nell'arco di circa quattro anni, secondo un preciso programma di riordino, l'Ufficio ha raddoppiato personale (145 funzionari di cui 57 analisti) e bilancio (25 milioni di dollari). Quest'ultimo è poi ulteriormente lievitato fino ad arrivare agli attuali 38 milioni.
Una parte rilevante di tali risorse aggiuntive è stata impiegata per elevare la qualità delle analisi dell'ONA rafforzandone le capacità "long-term".
Il Flood Report del 2004, esaminando i processi ed i prodotti analitici dell'Ufficio, aveva evidenziato un eccesso di current intelligence a detrimento dell'intelligence strategica e di lungo-termine. In parte collegato alle dinamiche tipiche del rapporto Intelligence-Decisore laddove quest'ultimo tende a richiedere principlamente analisi current, in parte dovuto all'esiguità dello staff dell'Ufficio poco attrezzato quindi per sviluppare analisi più complesse ed approfondite.

Il governo australiano, a seguito di tali risultati e sulla base delle raccomandazioni contenute nel Flood Report, ha attuato un programma volto allo sviluppo delle capacità di analisi strategica dell'Office ed al consolidamento del suo ruolo come struttura di vertice nel processo decisionale in materia di politica estera.

(continua)

——————–
* Sì, si chiamava proprio così: Giustizia Speranza…!! "Nomen omen", considerando che era un giudice della Corte Suprema.
** Trattasi di un'eccezione al principio di separazione tra collection ed assessment.
*** 
E' sufficiente (e molto interessante) leggere i bilanci ed i piani strategici delle Agenzie (pubblici, molto dettagliati e liberamente consultabili online)  per avere una conferma.

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australia, intelligence

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Un appassionato di relazioni internazionali e studi strategici. In particolar modo di questioni connesse con l'intelligence.
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