Studi Strategici ed Intelligence… for dummies

Ancora sul Gruppo di Riflessione Strategica

Published by Silendo on Maggio 27, 2008

Un breve articolo, tratto da AffarInternazionali.it, sull’esperienza del Gruppo di Riflessione Strategica (di cui abbiamo parlato in passato) costituito lo scorso anno nell’ambito del Ministero degli Esteri.
Anche qui si parla dell’esperienza del National Security Council americano e della proposta di istituire in Germania una struttura similare…

Gruppo di riflessione strategica: un’esperienza da continuare
Raffaello Matarazzo, Roberto Menotti
26/05/2008

Il Gruppo di Riflessione Strategica insediato al Ministero degli Esteri nell’ottobre del 2007 ha rappresentato un’ innovativa occasione di scambio tra diplomatici di carriera ed analisti provenienti dal mondo delle Università, dei centri di ricerca, della pubblica amministrazione e dell’economia. Al di là delle specifiche proposte contenute nel Rapporto finale, incomplete a causa della precoce caduta del governo Prodi e già sintetizzate su questa rivista, uno degli aspetti più importanti di quell’esperienza è stato rappresentato dal metodo di lavoro adottato.

Una tendenza internazionale
Il processo messo in atto con la creazione del gruppo di riflessione strategica non nasce dal nulla, ma si colloca all’interno di linee di tendenza che si stanno affermando in Europa e per alcuni aspetti negli Stati Uniti.

La prima tendenza è quella di definire con maggior precisione una lista di priorità ed interessi nazionali sulla base ad una valutazione complessiva delle relazioni internazionali, dei rischi e delle opportunità per il sistema paese. In un’epoca di fluida ridefinizione delle dinamiche internazionali e di slittamento delle fonti di autorità e potere, la definizione di un quadro di riferimento comune diventa un’esigenza sempre più impellente.

La seconda tendenza è quella di concentrare le “politiche internazionali” presso il gabinetto del Primo Ministro. A ciò contribuisce la grande velocizzazione dei processi decisionali, che produce grandi pressioni sui governi affinché agiscano rapidamente. Cui si aggiungono le esigenze di un mondo dell’informazione che vive ormai 24 ore su 24 e induce a centralizzare ulteriormente gli sforzi della comunicazione ufficiale (incluse le foto opportunity e una certa passione per gli incontri “al vertice”). Ma la crescente centralizzazione della politica estera è anche una risposta naturale all’indebolimento delle linee di demarcazione tra le varie aree della politica estera nazionale, come la diplomazia tradizionale ed i rapporti commerciali, o la difesa e le attività giudiziarie e di polizia.

Infine, la sempre minore incidenza degli Stati nazionali rispetto ai grandi processi internazionali, congiunta alla graduale “sovranazionalizzazione” dei processi decisionali, crea nelle amministrazioni nazionali un istinto conservativo che determina una sempre maggiore concentrazione di responsabilità e competenze.

La centralizzazione ha senso, tuttavia, solo se supportata da forti capacità analitiche e dall’abilità, nello stesso tempo, di creare un canale di comunicazione con l’opinione pubblica nazionale. È in questa prospettiva che i ministeri degli esteri stanno ridefinendo le proprie funzioni in quasi tutti i paesi occidentali. Se la diplomazia vuole rimanere rilevante al di là dei ristretti – seppur importantissimi – confini dei negoziati internazionali, alcuni adeguamenti sono necessari. In altri termini, accanto alle più tradizionali funzioni di negoziatori di accordi con altri paesi, i ministeri degli esteri tendono sempre più a trasformarsi in produttori di scenari, opzioni, idee. Ovviamente i diplomatici ed i “mediatori di idee” (dalle universita’ ai “think tank”) continueranno ad avere le loro rispettive funzioni. Ma esse sembrano diventare sempre più contigue. E questa è, complessivamente, una buona notizia.

In cerca di coerenza
Queste tendenze possono convergere per dare maggior coerenza a tutti gli strumenti che possono accrescere l’influenza internazionale di un paese. In questo senso, ad esempio, il governo tedesco ha avviato un’ampia discussione sulla creazione di un ufficio, su modello del National Security Council americano, che avrebbe il compito di assicurare maggiore coerenza e fornire analisi e strategie. I sostenitori della proposta affermano infatti che la coerenza è un elemento fondamentale in un paese federale come è la Germania. Gran parte della discussione, ovviamente, si concentra sull’attribuzione di maggiori poteri alla Cancelleria, e sul rischio che ciò vada a scapito del Ministero degli Esteri.

Pur senza evocare soluzioni universalmente valide, va ricordato che negli Stati Uniti da molti anni è in voga la pratica di assumere analisti esterni nel Dipartimento di Stato e nel National Security Council (Nsc), così come in altre agenzie. Questi di solito non sono parlamentari – come in molti casi accade in Italia per i sottosegretari – e la maggior parte non è direttamente legata ad un partito politico. Un’esperienza di lavoro al Dipartimento di Stato o al Nsc per un esperto non implica mai l’interruzione del proprio rapporto con il “think tank” o con l’università di provenienza. Al contrario, è esattamente questo “passaggio” da un mondo all’altro che favorisce reciproca conoscenza e contaminazione. Fatte le dovute proporzioni, una dinamica simile si è in certi sensi avviata anche in Italia. Nel Gruppo di Riflessione strategica messo in piedi alla Farnesina, ad esempio, è stato evidente come ognuno degli esperti abbia messo a disposizione un vasto network di rapporti internazionali con altri istituti di ricerca, circoli accademici e ambienti imprenditoriali.

Ovviamente, quanto più la comunità degli esperti interagisce con i circoli ufficiali, tanto più essa può agire come canale di comunicazione informale con il mondo esterno. Idee, proposte e preoccupazioni italiane potranno essere meglio conosciute e comprese anche all’estero. Si tratta di un percorso a doppio senso, in cui analisti indipendenti hanno – parzialmente – accesso alla sfera decisionale della politica estera (con tutte le sue complessità) in quanto offrono un ritorno ai diplomatici. Una spirale virtuosa che certamente merita di essere ulteriormente alimentata.

E ora?
Il Rapporto 2020 è stato un esercizio bipartisan, si spera dunque possa essere preso a riferimento anche dal nuovo governo. In ogni sistema democratico la politica estera è più o meno direttamente, influenzata anche dall’opinione pubblica. La costruzione di un ampio consenso è fondamentale per evitare un pericoloso iato tra gli impegni ufficiali e la capacità decisionale e di azione del paese. Ciò è tanto più vero in un contesto di crescenti spinte competitive per l’economia italiana, e di cambiamenti a livello internazionale, con missioni di stabilizzazione all’estero sempre più impegnative e la prospettiva delle elezioni americane del prossimo novembre. Tutti fattori che determineranno la richiesta di un impegno maggiore, e non minore, da parte dell’Italia e dell’Europa nel suo insieme. Ragionare in chiave strategica non è dunque un lusso, ma un imperativo: può stimolare interessanti idee e proposte, sia basate sul consenso che, eventualmente, sul dissenso. L’esperienza di un gruppo indipendente di analisti ha rappresentato un primo passo nella giusta direzione.

Posted in: Blog
Tagged:
affari strategici, italia

Chi Sono

Silendo

Un appassionato di relazioni internazionali e studi strategici. In particolar modo di questioni connesse con l'intelligence.
Per contattarmi:
info@silendo.org

Leggi tutto...

Accedi

Tweet di @Silendo_org

Archivio

Categorie

Tags

affari strategici afganistan algeria al qaeda arabia saudita australia cina criminalità organizzata cyber-mf difesa egitto estremismo francia germania gran bretagna guerriglia hamas hezbollah india intelligence iran iraq ISIS israele italia Leadership e classe dirigente libano libia libri medio-oriente minkiate nato nucleare e risorse energetiche pakistan palestina russia sentimenti sicurezza nazionale siria somalia stati uniti strategic foresight studi di intelligence terrorismo turchia

Blogroll

  • Affari Internazionali
  • Agentura
  • American Enterprise Institute
  • ANSSI
  • AOL Defense
  • Arms Control Wonk
  • Asia Centre
  • Asia Times
  • Aspen Institute Italia
  • ASPI
  • Atlantic Council
  • Baker Institute
  • Banca d'Italia
  • BBC
  • Belfer Center
  • Bellingcat
  • Bertelsmann Foundation
  • BESA Center
  • Bibliografia sull'intelligence
  • Bloomberg
  • Bloomberg View
  • Brookings Institution
  • Bruegel
  • Carnegie Endowment
  • Carnegie Middle East Center
  • Carnegie Moscow Center
  • CASD
  • Center for a New American Security
  • Center for Economic Policy Research
  • Center for European Reform
  • Center for Naval Analyses
  • Center for Nonproliferation Studies
  • Centre d'Analyse Stratégique
  • Centro Einaudi
  • Centro Studi Confindustria
  • CEPR
  • CF2R
  • Chatham House
  • China Leadership Monitor
  • CISAC
  • Combating Terrorism Center
  • Comparative Strategy
  • COPASIR
  • Corriere della Sera
  • Council on Foreign Relations
  • CSBA
  • CSFRS
  • CSI – CIA
  • CSIS
  • CSS
  • CSS Strategic Trends Analysis
  • Danger Room
  • DCAF
  • Defence News
  • East online
  • ECFR
  • ECIR
  • Economist
  • Egmont Institute
  • Epistemes
  • EsadeGeo
  • ESPAS
  • EU Institute for Security Studies
  • Eurasianet
  • European Policy Centre
  • Fareed Zakaria
  • FAS
  • FAS – CRS
  • FAS – DNI
  • Fas – Strategic Security Blog
  • Financial Times
  • Foreign Affairs
  • Foreign Policy
  • Foreign Policy – National Security
  • FPRI
  • FRS
  • FSI – Stanford
  • Geneva Centre for Security Policy
  • German Council on Foreign Relations
  • German Marshall Fund
  • Global Trends 2030
  • Globalsecurity.org
  • Governo italiano
  • H-Net
  • Harvard International Review
  • HCSS
  • Heritage Foundation
  • Horizon Scanning Centre
  • Horizon Scanning Centre – Toolkit
  • House Armed Services Committee
  • House Committee on Homeland Security
  • House Committee on International Relations
  • House Intelligence Committee
  • HSPI
  • https://sinocism.com/
  • Hudson Institute
  • IAEA
  • IDSA
  • IEA
  • IFRI
  • IHEDN
  • IISS
  • IMF
  • INET
  • Infinity Journal
  • Infoguerre
  • INSS – Israele
  • INSS – USA
  • Institute for Government
  • Intelligence & National Security
  • Intelligence Studies Section
  • IntellNews
  • International Crisis Group
  • International Journal of Intelligence and Counterintelligence
  • International Security
  • International Security Studies
  • IRIS
  • ISIS
  • Istituto Affari Internazionali
  • Istituto Italiano di Studi Strategici
  • Jamestown Foundation
  • JFK School of Government
  • JFQ
  • Joshua Rogin
  • Journal of Military and Strategic Studies
  • Journal of Strategic Security
  • Journal of Strategic Studies
  • Kings of War
  • Lowy Institute
  • LSE IDEAS Blog
  • Macro Polo
  • McKinsey Global Institute
  • Mercator Institute
  • Merlin
  • Military Review
  • Miller Center
  • MIT Center
  • Munich Security Conference
  • National Bureau of Asian Research
  • National Defense Intelligence College
  • National Intelligence Council
  • National Interest Online
  • National Security Archive
  • National Security Journal
  • Naval War College Review
  • NCTC
  • New America Foundation
  • New York Times
  • Newsweek
  • Nixon Center
  • Notre Europe
  • OCSE
  • ODNI
  • On Think Tanks
  • Orbis
  • Oxford Analytica
  • Oxford Intelligence Group
  • Papers – APSA
  • Papers – ISA
  • Parameters
  • Perspectives on Terrorism
  • Peter Bergen
  • Peterson Institute
  • Phillips P. Obrien
  • Proceedings
  • Project 2049
  • Project Syndicate
  • Public Intelligence
  • RAND
  • Real Instituto Elcano
  • Reuters
  • Robert Kaplan
  • RSIS
  • RUSI
  • Secrecy News
  • Security Studies
  • Senate Armed Services Committee
  • Senate Committee on Foreign Relations
  • Senate Committee on Homeland Security
  • Senate Committee on Intelligence
  • Sentinel
  • SGDSN
  • Silicon Continent
  • SIPRI
  • SISR – Intelligence italiana
  • Source&Methods
  • South Asia Analysis Group
  • Spiegel International
  • Stephen Walt
  • Stimson Center
  • Strategic & Defence Studies Centre
  • Strategic Studies Institute
  • Strategic Studies Quarterly
  • Strategika
  • Stratfor
  • Studies in Conflict & Terrorism
  • Terrorism and Political Violence
  • The Back Channel
  • The Diplomat
  • The Interpreter
  • The Overoholt Group
  • The Strategist
  • The Strategy Bridge
  • Time
  • Transatlantic Academy
  • U.S.-China Commission
  • UN Millennium Project
  • Venus in Arms
  • VOX
  • Wall Street Journal
  • War on the Rocks
  • Washington Institute for Near East Policy
  • Washington Post
  • WCFIA – Harvard
  • Wilson International Center
  • World Economic Forum
Locations of visitors to this page
© 2026 SILENDO Design & Dev by Artemida Srl